Strindberg e magia

Strindberg e magia
a cura di Maria Cristina Lombardi

Isbn  978-88-95868-42-4
Roma 2019  pp. 112  €18,00

I rapporti di August Strindberg con la magia e l’occultismo, oltre a essere legati a profonde crisi esistenziali, si svilupparono anche in concomitanza della diffusione delle dottrine swedenborghiane alle quale aderì con entusiasmo. Le connessioni a esse relative con misticismo e razionalità, che stavano facendo proseliti tra i suoi contemporanei, contribuirono alla fertile atmosfera di pluriculturalismo che a Parigi, dove Strindberg visse proprio in quegli anni, aveva all’epoca il suo centro.
Durante questo esilio continentale, per quattro anni Strindberg non si cimentò con opere letterarie. Si impegnò, invece, nello studio della chimica e dell’alchimia, ponendosi obiettivi come la fabbricazione dell’oro, e nell’apprendimento della nuova tecnica della fotografia da lui intesa come strumento di penetrazione dell’occulto, rapportandosi alla macchina fotografica come a un oggetto magico.

Sommario

Introduzione
Maria Cristina Lombardi
7-11

Strindberg e le pratiche magiche

Oro, spettri e invisibilità: la ‘lucida magia’ di August Strindberg. Corrispondenze tra 'Svarta fanor' e 'En blå bok I'
Maria Cristina Lombardi
15-30
«Du fick mig i ditt namn»: mito, parola e gender in 'Svanevit'
Angela Iuliano
31-45
Föreställningar om magi i August Strindbergs historiska verk
Agnata Ney
47-57

Scienza o magia?

Modelli di conoscenza e stadi della vita alla ricerca di una sintesi. Una lettura delle 'Sale Gotiche' di Strindberg
Massimo Ciaravolo
61-80
Scienza 'in fabula': tematiche ed elementi scientifici nei testi di 'Fabler' (1885, 1891)
Davide Finco
81-96
Vetenskapsmannen i Strindbergs 'Inferno'. Utkast till porträtt i helfigur
Camilla Storskog
97-108

Autori

Note biografiche
- -
109-111